Storia e presentazione

ATHENA MUSICA

Gruppo di studio

…non potersi meglio rintracciar l’origine della Musica, che nell’uomo istesso.

…not being possible to retrace the origin of Music better than in man himself.

Padre Martini

Nel mito greco Athena, dopo aver inventato l’aulós, lo getta via perché nel suonarlo perde la maestà del suo volto. Ma noi dobbiamo credere che la dea (divinità della diánoia, dell’epistéme e della téchne) si sia  riconciliata con la musica perché, se è vero che l’aulós esprime il lato oscuro delle emozioni, è anche vero che da tempo immemorabile musica e pensiero razionale si sono cercati e incontrati in una delle unioni più  fertili, stabili e profonde della nostra cultura. Ripensare questo rapporto e la sua storia è l’intento che guida l’attività del Gruppo di studio.

In Greek mythology Athen, after having invented the aulós, throws it away as she loses her face’s majesty by playing it. We should nonetheless believe that the goddes (the deity of diánoia, epistéme and téchne) reconciled herself to music because, if it is true that the aulós  utters the dark side of the emotions, it is also true that from the very beginning music and logos met, giving place to one of the most impressive and long-lasting intellectual connections in our culture. To re-think this relationship and its history is the principal purpose that directs the activities of the Research Group AM.

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Athena Musica, Gruppo di Studio di Estetica musicale e Filosofia della musica, nasce dalla volontà di alcuni studiosi di Estetica Musicale (EM) e di Filosofia della Musica (FM) di promuovere i metodi, gli oggetti e le prospettive dell’EM e della FM sia all’interno della ricerca musicologica sia all’interno delle discipline estetiche e filosofiche.

Il Gruppo condivide le seguenti premesse:

– la prospettiva storica. Il Gruppo di Studio nasce come continuazione di un Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2006/08) dal titolo «Nuove prospettive storiche per l’Estetica musicale». L’obiettivo della ricerca era il rinnovamento dei metodi e delle prospettive dell’EM e della FM attraverso l’apporto di nuove fonti e documenti rimasti al margine della musicologia sistematica e della ricerca filosofica. Athena Musica intende continuare questa esperienza, rilanciandone l’ispirazione fondamentale fondata sulla dialettica tra presente e passato, tra le esperienze della contemporaneità e le formazioni storiche;

– la premessa metodologica. Il Gruppo pone al centro delle proprie riflessioni il concetto di esperienza estetica. L’esperienza estetica della musica non è l’estetica musicale, la precede anzi come istituzione antropologica. L’estetica musicale è una delle tante rappresentazioni dell’esperienza estetica, come sono rappresentazioni di esperienze estetiche le favole musicali degli Antichi, i racconti di eventi sonori nelle letterature dei popoli, i discorsi teorici, le immagini della musica dipinta o i multiformi prodotti dell’immaginario musicale. Questo significa che l’estetica musicale classica, di radice ottocentesca, ossia la formazione teorica che ha costruito le categorie su cui si fonda il canone musicale occidentale, è solo una parte esigua e cronologicamente minoritaria delle molteplici rappresentazioni dell’esperienza estetica della musica che l’uomo ha elaborato nella storia. A riscoprire e rinnovare queste esperienze storicamente accertabili, solo in parte registrate nelle tradizionali fonti filosofico-musicali, è rivolto principalmente l’impegno di Athena Musica;

– la finalità culturale. Il Gruppo intende riattivare in termini non contingenti la collaborazione tra musicologia e filosofia. Questa premessa è un’eredità della cultura musicale europea, nel corso della quale EM e FM (pur essendo formazioni culturali diverse) hanno lavorato per accordare la storia della musica alle altre storie. Athena Musica ha due interlocutori principali: (a) la musicologia (i musicologi), per sollecitare gli studi musicologici alla dimensione antropologica, estetica e simbolica della musica; (b) l’estetica generale (gli estetologi e i filosofi della musica), per sensibilizzare la ricerca estetico-filosofica ai metodi delle discipline musicologiche, ai fini di una corretta comprensione del senso della musica. Una terza linea d’azione del Gruppo ha natura trasversale, coinvolge idealmente tutti i saperi in cui esiste una traccia filologicamente accertabile di ciò che nella storia dell’uomo è musicale. Infine, il Gruppo non pensa che il fine ultimo dell’EM e della FM – della musicologia, dell’estetica o della filosofia – sia esclusivamente la conoscenza della musica e dei suoi concetti fondamentali, ma sia e debba essere il fine comune a tutte le discipline umanistiche: la conoscenza dell’uomo.

 

AM is a Research Group in the Aesthetics and Philosophy of Music. Its aim is to promote the methods, objects and perspectives of the aesthetics and philosophy of music in the musicological studies as well as in the philosophical disciplines.

Its members share the following premises:

the historical perspective. AM brings forward an earlier experience dating back to the National Italian Project (PRIN 2006-08) «New Historical Perspectives for the Aesthetics of Music». The aim of that project was to renovate the Aesthetics and Philosophy of Music through the study of new historical sources and documentation that had remained until then at the margin of musicological as well as philosophical research. AM aims to improve this valuable experience (see the list of publications in this page), by renewing its original inspiration founded on the tension between Present and Past, contemporary experiences and historical culture.

the methodological premise. The core of AM’s project is the concept of aesthetic experience. The aesthetic experience of music is by no means identical to the academic discipline of the Aesthetics of Music; it is the latter’s historical and anthropological requirement. The Aesthetics of Music as a discipline is but one of the many conceptual representations of the aesthetic experience of man. Other representations are, for example, music imagery and music’s pictorial representations, theological or mystical speculations on musical effects, classical myths, descriptions in musical travelogues, and so on. This means that the Aesthetics of Music, which stems from Nineteenth-Century culture,  this great intellectual enterprise that gave birth to Western musical canon and to its categories, covers only a part of the manifold representations of the aesthetic experience of music in the history of mankind. AM’s priority is to study present and past music experiences that have been only partially recorded or have been even left aside by musicological as well as by philosophical academic disciplines.

the intellectual purpose. AM’s purpose is to reinstate that dialogue between musicology and philosophy which constitutes the structure of the European music culture. AM acknowledges two main interlocutors: (a) musicology, in order to urge studies in the anthropological, aesthetic and symbolic dimensions of music in history; (b) aesthetics and philosophy of music, to urge studies that would adopt the contents and methods of musicology, in order to achieve a good comprehension of musical meaning. AM’s further purpose is the dialogue among ideally all learning and disciplines where it may be possible to find historically documented connections and intersections with music.

Finally, AM does not share the belief that the end of the Aesthetics and Philosophy of Music (of Musicology or Philosophy) should be solely or mainly the knowledge of music and of its basic concepts, but maintains it should share the end common to all the humanities: the knowledge of man.

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